Visualizzazione post con etichetta COMUNICATI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta COMUNICATI. Mostra tutti i post

S.O.Y. MENDEL E’ TORNATO!


S.O.Y. MENDEL E’ TORNATO!

Era il 4 Ottobre del 2014 quando un gruppo di ragazze e di ragazzi di Baggio decise di intraprendere un percorso per portare in quartiere un luogo di socialità, di cultura e di conflitto davvero accessibile a tutti rivendicando valori fondamentali come l’antifascismo, l’antisessismo e l’antirazzismo.
Quel giorno nacque S.o.y. Mendel, un collettivo nato dalla lotta del movimento No Canal che aveva deciso di occupare una fabbrica abbandonata da più di 20 anni adiacente al nostro amato parco delle cave, circondata da un orrido cantiere che si preparava a distruggere i parchi della zona in nome di Expo.
Un esperienza durata in quella fabbrica oltre cinque mesi ma che vive ancora oggi in un collettivo che a distanza di quasi quattro anni dopo tre occupazioni e altrettanti sgomberi, ha continuato a lavorare nel quartiere creando legami con chiunque abbia avuto voglia di interfacciarsi con noi.
Oggi più che mai possiamo rivendicare l’importanza delle nostre occupazioni.
L’ultima nostra esperienza è stata in un campo di calcio comunale in stato di abbandono e che avevamo reso fruibile alla cittadinanza con progetti non solo sportivi. La verità è che dal giorno dell’ultimo sgombero nessuno ha più calpestato quell’erba e il centro è tornato ad essere un prato abbandonato infestato di ratti.
Siamo stati molto soddisfatti invece che l’esperienza di un’altra nostra occupazione in Via Don Gervasini fosse terminata con l’assegnazione dello spazio ad un associazione che lavora a favore dell’inclusione di persone con disabilità. Fieri che uno spazio abbandonato, al piano terra di un palazzina popolare, da oltre 10 anni rinascesse anche grazie a noi per un scopo sociale, a favore di un realtà radicata da anni nel quartiere e che abbiamo sempre apprezzato.
Ed ora eccoci qua alla nostra prima casa. Dal giorno in cui siamo entrati ad oggi nulla è cambiato. Come allora è una fabbrica completamente abbandonata, purtroppo ancora più distrutta di prima dopo l’accurato intervento delle forze dell’ordine durante lo sgombero.
Prima del nostro primo ingresso qualche finestra c’era, i sanitari erano integri, ora invece è stato tutto frantumato per intimidire e rendere inaccessibile qualunque valorizzazione dello spazio. L’unico utilizzo che è stato fatto del posto in questi anni è stato il tentativo di renderlo una discarica abusiva.
Invece abbiamo deciso che quel posto deve tornare ad essere un patrimonio per il quartiere e come lo abbiamo fatto quattro anni fa da oggi inizieremo a risistemarlo investendo tutte le nostre energie per far tornare la fabbrica di Via Cancano 5 un punto di riferimento per gli abitanti di Baggio e per tutta le persone che condividono i nostri valori.
Il S.O.Y. Mendel continuerà ad essere come lo è sempre stato in passato: un luogo aperto a tutti e tutte dove poter ascoltare buona musica, partecipare ad iniziative di carattere culturale e politico, dove si potrà condividere e proporre laboratori, serate, corsi condividendo il fatto di far parte di un esperienza completamente autogestita e autofinanziata nel rispetto di tutte e tutti.
Oggi e domani saremo tutto il giorno a sistemare lo spazio e chiunque abbia voglia di darci una mano nei lavori o semplicemente di passare un po’ di tempo sarà sempre benvoluto.
Stasera dalle 19.00 in poi vi aspettiamo nel nuovo S.O.Y. Mendel per festeggiare tutti insieme con buona musica e tanta goliardia.
Il ricavato della serata, e di tutte le iniziative a venire, servirà a finanziare i futuri lavori necessari.
Di Baggio siamo e a Baggio restiamo!
Sorridendo terminiamo con una frase che va molto di moda nel nostro municipio….
E ANDIAMO AVANTI!
Le compagne e i compagni del S.O.Y. Mendel

NOI STIAMO CON LEO

Ieri media e social hanno riportato una notizia di aggressione a sfondo omofobico nei confronti di tre ragazzi adolescenti avvenuta nel nostro quartiere. E noi la notizia la conoscevamo bene, da qualche settimana: infatti Leo, uno dei ragazzi aggrediti, il ragazzo intervistato, è il fratello di una persona molto vicina al collettivo.
In queste settimane abbiamo esitato a rendere pubblico l'accaduto rispettando la sensibilità del ragazzo e della famiglia. Un'aggressione è un avvenimento complesso e delicato, e spesso non è facile riuscire a parlarne.
A distanza di giorni dall'accaduto la notizia è riuscita ad avere voce, e in poche ore dalla pagina facebook di una rete di studenti è arrivata fino ai giornali nazionali .
E' sempre inquietante sentire queste notizie, ed è doloroso viverle direttamente.
Il senso di ingiustizia che scaturisce da una violenza ingiustificata si somma alla preoccupazione nel vedere che ragazzini così giovani come quelli che hanno compiuto l'aggressione siano spinti per ignoranza e rabbia a compiere simili atti, in un clima generale di paura nei confronti di chiunque sia diverso.
Ma siamo lieti che la notizia abbia assunto la forma e l'importanza che meritava, che Leo e i suoi amici siano riusciti a raccontare pubblicamente quello che tanti non hanno modo di dire.
Ci auguriamo che la loro voce si unisca alle tante altre voci mute che non sono riuscite a raccontare, alle future voci che denunceranno simili atti, e a tutte le voci che si oppongono in coro alla bieca violenza contro la differenza. La differenza che noi rivendichiamo da sempre, la differenza che è la bellezza del mondo.

TANTE MENZOGNE PER NULLA

Il mondo è fatto di relazioni.

Ogni singola persona va d'accordo con qualcuno e meno con altri, c'è chi ci sta simpatico e chi invece ci sta antipatico. C'è chi amiamo e chi odiamo.

Quindi è chiaro che una persona che senza nemmeno conoscerci ci ha sempre e solo insultato e denigrato dal primo giorno in cui esistiamo non riesce proprio ad andarci a genio. Al microfono abbiamo solo ribadito ciò che pensiamo e che abbiamo sempre detto. Se tra quelle parole è volato un insulto, ci spiace aver turbato il suo fragile ego, ma in questo comunicato lo ribadiamo a voce alta.

D'altronde ogni suo comportamento, ogni sua dichiarazione nei nostri confronti ci fa arrivare a questa considerazione. Che rimane tale. Nessuna minaccia è mai stata fatta, e chi era presente lo sa, le parole sono come pietre caro presidente.

Inoltre abbiamo ribadito che saremo il tuo incubo, ebbene si, saremo sempre l'incubo di chi vive la politica nel vostro modo, di chi non vede mai un passo più avanti della propria strada, di chi è incapace di relazionarsi e avere una qualsiasi forma di dialogo con chi rivendica i propri diritti e le proprie esigenze in un modo che tu puoi anche ritenerlo inopportuno, ma dall'alto della tua carica pubblica e ufficiale ci saremmo aspettati almeno un minimo di professionalità in più.

Postare falsità e insulti dopo solo 1 minuto dal passaggio del corteo ha molto del premeditato a nostro avviso.

Sappiamo bene che riguardo al nostro sgombero non hai poteri né voce in capitolo, non ne avevi dopo il primo sgombero in cui ti vantasti di andare porta a porta a volantinare falsità e insulti nei nostri confronti e non ce l'hai adesso!

Sappiamo che la pubblicità e la propaganda è fondamentale per farti avere più consensi e legittimità in zona 7 quindi, ogni occasione è buona ma cerca di non darti troppa importanza perché nessuno te ne vuole dare.

Siamo davvero basiti dal clamore mediatico che a livello istituzionale è scaturito da questa vicenda, dalle parole strumentalizzate di un semplice e falso post su facebook fatto dal nostro presidentino di zona in cerca di popolarità e consenso. E' allucinante e quasi sconfortante notare come la politica faccia muro trasversale senza distinzione di colore politico non appena (secondo loro) viene attaccata la propria casta.

Nessuno si è preoccupato di provare a verificare i fatti nella loro vera realtà, troviamo alquanto grave che cariche istituzionali si accodino a un post su facebook esprimendo solidarietà e strumentalizzando la vicenda senza neanche preoccuparsi di provare a capire la reale dinamica dei fatti. La verità è importante!

Sappiamo che il concetto vi è estraneo, ma noi siamo tutte persone che lavorano per arrivare a fine mese e, non abbiamo il tempo ne tantomeno la voglia di rispondere ad ogni ora a tutte le assurdità uscite in questi pochi giorni su internet e su carta stampata.

Lasciamo a voi il circo delle falsità!

Abbiamo fatto una semplice parata in quartiere, come annunciato, colorata e festosa per rispondere allo sgombero del 10 Agosto. Questo voleva essere e così è stato con un percorso concordato e autorizzato già da tempo che toccava punti chiave della nostra storia.

Per chi non conosce la viabilità di Baggio, ma parla giusto per dar aria alla bocca come certi pseudo giornalisti, da via Fratelli Zoia, la nostra ultima casa, a via Cancano, dove siamo nati e cresciuti, si passa inevitabilmente per via delle Forze Armate che attraversa tutto il quartiere di Baggio.

Non esistono alternative, forse per certi personaggi che si sentono i padroni di questo quartiere avremmo dovuto cambiare la viabilità del quartiere per non urtare la sensibilità di qualcuno. Ci scuserete, ma proprio non ce l'abbiamo fatta.

Nessun "assedio o corteo diretto sotto casa di" come falsamente è stato scritto a più mani e a più riprese, ma una semplice casualità di percorso e, a volerla dire tutta per amore di cronaca, siamo passati senza neanche fermarci 1 minuto, per cui non capiamo proprio dove questo assedio sia stato visto. Il folclore giornalistico ha sempre il sopravvento.

In questo vile attacco mediatico ci hanno detto di tutto e inizialmente ci siamo fatti delle grasse risate per quanto assurde fossero le accuse scritte nei nostri confronti.

In un batter d'occhio siamo stati accusati di essere quelli che comandano il racket delle case, e qui le prime risate. In tre anni di vita il collettivo S.O.Y. Mendel non ha mai occupato nessuna casa e nessun locale a scopo abitativo. Questa è una pratica che sosteniamo vivamente e in cui crediamo, ad oggi l'unica reale risposta portata avanti da comitati di quartiere alle politiche di speculazione abitative promosse e supportate proprio da chi ci attacca.

Sappiamo che a questi paladini della legalità, gli stessi che assegnano spazi pubblici senza un bando a cui tutti invece dovrebbero poter partecipare, l'unica logica che interessa e che conoscono è quella del clientelismo e affarismo.

Eppure secondo loro noi siamo quelli che guadagnano 20mila euro ad ogni serata musicale.

Siamo diventati anarchici, ma anche quelli che strizzano l'occhio alle brigate rosse. Altre grasse risate, evidentemente chi scrive non conosce molto bene la storia e la politica.

Siamo diventati prima mafiosi che si comportano da mafiosi e poi balordi che cercano di far rinascere gli anni di piombo. Ma chi scrive certe cose si rende conto delle assurdità che pubblica? almeno le rilegge prima di mandarle in stampa?

Naturalmente non ci stupisce che i nemici delle nostre pratiche di lotta non aspettino altro che manipolare l'assurdo. Era abbastanza ovvio per noi che avrebbero approfittato dell'occasione per colpirci o denigrarci come sempre hanno fatto. Un consiglio, però, non tutte le persone sono stupide e superficiali come pensate voi, tra l'ingigantire un avvenimento e il diventare ridicoli il passo è davvero breve. E voi, lo avete già oltrepassato da molto molto tempo.

Ci scuserete se dopo tutto questo inutile polverone che avete alzato, l'unica cosa che ci viene da ribadire è che finché esisteremo saremo sempre orgogliosi di essere "IL VOSTRO INCUBO".
 
E come sempre, ci rivedremo presto per le strade del nostro quartiere.

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX


Riportiamo sotto alcune delle comiche uscite in questi giorni. Buon Divertimento

SGOMBERO SOY MENDEL

Ieri, 10 agosto 2017, "la legalità" è stata momentaneamente ripristinata a Baggio:
è avvenuto lo sgombero del Soy Mendel per altro il terzo in meno di tre anni.

Una casa ora non c'è più ma come abbiamo sempre fatto, dal primo sgombero del 2015 fino a quest'ultima occupazione, Soy Mendel esiste e resiste.

Un'altro luogo di socialità, aggregazione e condivisione viene sottratto al territorio, al quartiere di Baggio.

Continueremo a portare avanti il nostro percorso e i nostri pr...ogetti, le nostre idee e le nostre energie convinti che non sarà uno sgombero a fermarci.
Ringraziamo tutti i solidali e le solidali che ci hanno espresso la loro vicinanza, il loro appoggio, noi non dimentichiamo.
Convinti più che mai che SOY MENDEL ESISTE e tornerà molto presto.

DA MILANO A BOLOGNA A ROMA
I NOSTRI IDEALI NON SI SGOMBERANO

i compagni e le compagne del S.o.y. Mendel

 

ORA BASTA!!

È da 3 anni che nel nostro quartiere, presso l' U.S. Triestina di via Flemyng, si svolge un torneo di calcio "contro la pedofilia" con intenti apparentemente buoni, ma che in realtà celano odio razziale e xenofobia.
Gli organizzatori di questo torneo, che si nascondono dietro associazioni legalmente riconosciute come BRAN.co, sono in realtà militanti di un partito nazifascista "lealtà e azione".
La cosa scandalosa è che questo torneo strumentalizza tematiche particolarmente delicate e condivisibili da tutti, con l'unico intento di nascondere la vera natura dell'evento: UN RADUNO NEOFASCISTA!!
Ancor più vergognoso è l'atteggiamento del comune che concede spazi pubblici (pagati da tutti noi) e che il consiglio di zona 7 abbia patrocinato l'evento a queste associazioni conoscendone la vera natura.
Questo 25 aprile il comune ha vietato la parata nazista, che si svolgeva da anni al campo X del cimitero Musocco, ora è stato chiesto da varie realtà, che ci sia lo stesso pugno duro e che non vengano più concessi spazi comunali a questa feccia, ricordandoci tutti e quotidianamente, che Milano è medaglia d'oro della Resistenza e che è stanca di sopportare questi ripetuti è sempre più frequenti raduni, con tacito assenso di politica e forze dell'ordine.
Come ci diceva la nostra mamma, di non accettare caramelle dagli sconosciuti, noi non vogliamo caramelle, tanto meno buone, da persone molto conosciute che promuovono odio e superiorità della razza.
È molto triste che questi valori vengano insegnati a bambini che frequentano questo torneo.


SUL MURALES DEL GASOMETRO

Abbiamo scoperto tramite post autocelebrativi sulla pagina di Facebook degli amici del parco delle cave ( pagina che ormai è un posto di schifosa propaganda dell’attuale giunta) che il consiglio di zona si è adoperato a imbiancare - ingrigire, per essere più precisi - il gasometro al Parco delle Cave di Baggio.
Più precisamente il post recita : “Continua il nostro progetto di coinvolgimento gratuito dei migranti in lavori socialmente utili. Oggi a ripulire i muri imbrattati al Parco delle Cave, riportando pulizia e decoro. Ringraziamo Fondazione L'Albero della Vita - onlus. #Municipio7” a cui seguono delle foto della pulizia fatta e degli autori del lavoro.

Dopo i fatti della Stazione Centrale...

Milano 2017.

Elicotteri in cielo, cani al guinzaglio, poliziotti a cavallo, auto e camionette di polizia a circondare militarmente la stazione. Agenti che bloccano ogni accesso e chiedono documenti a tutti gli stranieri, o semplicemente a persone lievemente più scure della media italiana che attraversano gli spazi della stazione Centrale di Milano, per antonomasia un luogo di transizione, passaggio, collegamento tra esseri umani che si muovono, che si vogliono incontrare; di frontiere che si aprono, e non che si chiudono. Un'operazione razzista che ha l'unico intento di "fare pulizia",di rastrellare e portare via quelle persone che - a detta di qualcuno - rovinano il "decoro urbano", per dar subito credito a un decreto Minniti che nulla ha di umano e tanto ha della pulizia etnica. Il tutto in una Milano distratta, grigia, indifferente, inconsapevole e sempre più chiusa in se stessa, nonostante l'etichetta di città dell'accoglienza.

Sembra il racconto di cose lontane e passate, di periodi bui, di olio di ricino. Purtroppo invece è la realtà quotidiana di questa città e dell'aria che tira o che vorrebbero tirasse i soliti noti, che soffiano sul fuoco del razzismo e del populismo piu becero.
Centinaia di persone portate in caserma senza un'apparente motivazione, solo perché più scure di altre o vestite in maniera inappropriata secondo i canoni borghesi e del decoro che si vogliono instaurare in questa città. In gruppo o da soli, magari solo perché sdraiate in un'aiuola a tirare il fiato dopo che l'ennesima porta dell'accoglienza gli è stata sbattuta in faccia, o per svagarsi dal clima che si respira nei tanti cpt, cpr o cas della città, posti inadeguati a qualunque essere umano,veri e propri lager non certo luoghi di accoglienza. Persone che spesso sono fuggite da paesi in cui la loro vita è minacciata continuamente da miseria, guerre o dittatori, o che semplicemente cercano un posto adatto a loro nel mondo di cui siamo tutti cittadini.

Un'operazione chiaramente mediatica, organizzata al solo scopo di fomentare odio razziale e fare campagna elettorale. E' infatti alquanto singolare che l'operazione sia stata coordinata da questura e prefettura,le stesse che solo pochi giorni fa dichiaravano di non essere in grado di impedire la parata di rigurgiti fascisti al cimitero Maggiore... quando si dice girare la testa dall'altra parte. O come al solito è più facile prendersela con i più deboli?
Desta più di un sospetto il fatto che questo rastrellamento sia avvenuto senza il minimo preavviso all'amministrazione comunale, che pareva caduta dal pero dicendo di essere stata avvertita solo pochi minuti prima dell'operazione. E' abbastanza chiaro invece che qualcuno già sapeva.
Non è un caso infatti che pochi minuti dopo l'inizio della triste operazione si presenti nel piazzale della stazione con un tempismo da palinsesto televisivo il razzista Salvini e con il suo seguito di una decina di ignoranti leghisti che danno vita a una diretta facebook, che sapeva di spot elettorale preconfezionato.
Respingiamo con tutta la nostra forza il messaggio che si vuole far passare, migrante uguale illegale, uguale degrado, persona scomoda da nascondere agli occhi della città' vetrina. Un messaggio insensibile ai problemi e ai diritti di tutte quelle persone che credono in un mondo senza barriere o confini, un mondo dove chiunque possa avere il sacrosanto diritto spostarsi liberamente.
Noi stiamo con i migranti e le migranti di tutto il mondo, noi stiamo con chi degnamente rivendica i propri diritti di essere umano. Stiamo dalla parte giusta e lo sappiamo, perchè ce lo dicono gli sguardi e i rapporti umani che si sono costruiti con queste persone in questi anni.
Sempre dalla parte di chi fugge per creare un mondo migliore e più degno per tutti/e.

NESSUNA PERSONA E' ILLEGALE.

CIAO CLAUDIO

Di Claudio abbiamo imparato a conoscere la risata dietro i suoi baffi e l'immancabile cappello,  quando lo vedevamo arrivare sulla bici al Soy Mendel,  sempre pronto a darci sostegno nel nostro percorso, oggi siamo noi a sostenerlo e salutarlo con affetto nel suo ultimo viaggio.
Ciao Claudio !

ZOIA BROTHERS & SISTERS

In quartiere si respira un’aria diversa, in questo momento, qualcuno sarà soddisfatto dell’ennesimo operato fallimentare del comune di Milano.
Qualcosa di impercettibile per tanti, ma evidente per quelli come noi che danno il giusto peso alle cose che ci circondano, ancora di più se stiamo parlando di persone.
A settembre decidemmo di dare voce a chi non c’è l’ha ed organizzammo al parchetto di via Fratelli Zoia, adiacente alla ex scuola Luciano Manara, una giornata all’insegna dello sport, coinvolgendo in prima linea i ragazzi ospiti della struttura stessa.
Era il periodo in cui la Milano solidale ed antirazzista cercava di attivarsi dal basso, in maniera decisa e forte verso uomini, donne e bambini che cercavano un luogo accogliente nel quale cercare riparo, lontano da guerre, povertà e miseria.
Una solidarietà diretta fatta di concretezza ed ascolto.
Una Milano solidale ed antirazzista, che è stata chiamata a coprire i vuoti causati da quelle amministrazioni cittadine e di zona, che non sono stati capaci di provvedere ai generi di prima necessità di tutti i migranti; senza mai parlare con loro ed ascoltare le loro esigenze.
Noi compagni e compagne del Soy Mendel, ci siamo fin da subito messi a disposizione, cercando di capire quali potessero essere i momenti e le azioni concrete per accoglierli in un modo responsabile e paritario il più possibile.
Assieme a noi abbiamo trovato altre persone solidali, come quelle provenienti dalla comunità della parrocchia Sant’Elena; gli amici di Dimensioni Diverse, con la loro scuola di italiano; i volontari di Emergency e tanti altri semplici cittadini del quartiere, che si sono rivelati una risorsa preziosissima.
Abbiamo conosciuto persone che venivano da paesi diversi scoprirsi giorno per giorno, diventare amici, aiutarsi e diventare una bellissima comunità unita.
Abbiamo visto coi nostri occhi lo schifo nel quale venivano fatti vivere, una ex scuola, che in nessun modo può servire a farci vivere degnamente delle persone.
Insieme hanno superato il freddo inverno in giganti saloni ghiacciati, spesso con finestre rotte.
Pian piano anche noi siamo diventati parte di quella meravigliosa comunità, colpiti dalla loro voglia di vita e dalla loro necessità di normalità.
Siamo diventanti amici, abbiamo formato una squadra di calcio e fin dall’inizio, abbiamo semplicemente cercato di ascoltarli.
Ora hanno deciso di mandarli via ed in una assurda logica di smistamento gli stessi, scappati soli, dal proprio paese, lasciando famiglie ed affetti, si ritroveranno, nuovamente, a salutare i nuovi amici e la nuova famiglia ed a ripartire da zero nell’ennesima struttura non idonea a far vivere un essere umano.
In questa famiglia, che si divide, ci siamo anche tutti noi, che domenica 26 marzo 2017, abbiamo partecipato commossi al pranzo di saluto, organizzato da loro, per la gente del quartiere, dove ci hanno promesso, che in ogni caso non ci si perde di vista, dove ci hanno chiesto di poter continuare ad allenarsi sul nostro campo.
In questa giornata erano presenti i semplici cittadini solidali, non era invitato nessun politicante, che con questi ragazzi e ragazze in tutto questo tempo, non è riuscito a creare alcun legame.
Ora c’è chi vuole festeggiare.
Gli stranieri se ne vanno e la scuola verrà utilizzata per dare un tetto agli italiani senza casa.
L’obbiettivo è stato raggiunto: via quelli scuri che fanno paura ai bambini e dentro quelli che si notano di meno nelle nostre strade.
Festeggiare perché l’uomo nero se ne va e l’uomo bianco si ritroverà a vivere nello stesso schifo di posto, nel quale anche solo sopravvivere è impossibile.
E’ pura e semplice speculazione portata avanti da chi dovrebbe amministrare, gestendo politicamente la situazione ed invece si accorge della scuola abbandonata solo per fomentare razzismo e strumentalizzando il tutto, in tempo di elezioni comunali, come successo davanti alla caserma Montello, non troppo tempo fa.
Siamo sicuri che chiunque verrà accolto all’ex scuola Manara, troverà gli stessi problemi che abbiamo descritto, vivrà gli stessi disagi di quelle persone; ed allo stesso modo troverà gente che vorrà aiutarli, stargli vicino ed ascoltare i loro problemi, perché per noi, qui, NESSUNO E’ STRANIERO.

 
Le compagne ed i compagni di SOY MENDEL

CIAO PANTERA

Abbiamo scritto tante volte del perché, i partigiani, per noi sono esempi di vita, pezzi di storia da tramandare di generazione in generazione.
Questa notte uno di loro ci ha lasciato, Dino Sartirana, nome di battaglia "Pantera", abitava nel nostro quartiere.
La lotta partigiana nella sua Valsesia, da lui stesso raccontata, con grande orgoglio, ci ha entusiasmato e ci ha emozionato.
Ti ricorderemo sempre con tanta ammirazione ed un pizzico di nostalgia, con le parole da te st...esso citate: "Ho combattuto per la libertà e ho voluto vivere e morire da uomo libero".
Ora hai smesso di lottare, tocca a noi continuare a tramandare la memoria storica che ci hai lasciato.
Che la terra ti sia lieve PANTERA!
Ciao partigiano.

Le compagne ed i compagni di SOY MENDEL

 

GIUSTO UN CHIARIMENTO

Siamo entrati nell'ex campo sportivo Libertas Carli di via Fratelli Zoia al 181 sabato mattina.
 
Ciò che ci siamo trovati davanti sono stati un campo e degli spogliatoi in degrado e in evidente stato di disuso. Soy Mendel durante il week end si è adoperato per pulire e risistemare lo spazio, che era in stato di abbandono dall'inverno scorso: l’erba del campo era alta, e sono attualmente presenti ratti e grossi vespai.
Il collettivo ha deciso di occupare questo spazio, dopo le dovute ricerche, proprio perché non era assegnato a nessuno. A poche ore dal nostro ingresso siamo stati direttamente informati del fatto che lo spazio è stato ufficiosamente assegnato alla federazione baseball, assegnazione che, in teoria, diventerebbe ufficiale dal primo gennaio del 2017. Attualmente non esiste nessuna assegnazione, e nessun bando è in corso per attuarla.
 
Preso atto di questa situazione, fino a quando non vedremo per questo luogo un chiaro progetto rivolto agli interessi del quartiere, la nostra posizione é quella di rimanere qui e far vivere questo spazio, assicurandoci che eventuali futuri progetti siano effettivamente realizzati in breve tempo - al contrario di cio che sta succedendo nello spazio di via Don Gervasini, assegnato la scorsa primavera e tuttora lasciato vuoto e in disuso per mancanza di fondi. Le logiche politiche di assegnazione tramite bando ci hanno dimostrato di essere poco credibili e disfunzionali per gli interessi della cittadinanza.
 
Prioritario per il quartiere resta avere un luogo di facile fruizione e popolare, progetto che Soy Mendel cerca di portare avanti da due anni con iniziative sociali, culturali e politiche, musica e sport accessibile a tutti. Questo week end ci siamo subito accorti della risposta positiva della popolazione alle nostre proposte: la riattivazione del cineforum e una serata musicale.
 
Questa è la semplice esposizione dei fatti, il collettivo continuerà ad esistere e resistere.
 
Le compagne e i compagni di Soy Mendel

SOY MENDEL E' TORNATO

Di Baggio siamo e a Baggio restiamo”

Soy Mendel vi aspetta in via Fratelli Zoja 181!

Lo avevamo detto dopo essere stati sgomberati dal primo spazio, un bene comune del quartiere che era risorto a nuova vita grazie al nostro contributo e a quello di moltissimi abitanti.

E a Baggio siamo rimasti, nonostante gli sgomberi, nonostante la repressione gratuita e balorda, la devastazione – portata a termine con piccone alla mano dalle cosiddette forze dell’ordine – delle sedi di Soy Mendel in via Don Gervasini, che proprio a seguito della nostra occupazione è stata finalmente assegnata e in via Cancano, oggi abbandonata ai topi, all’immondizia e al degrado.

Se da lassù vedono nei nostri quartieri dei grigi e spogli dormitori della città vetrina, lussuosa e presentabile del dopo-Expo, noi non ci stiamo e le chiacchiere stanno a zero!
Siamo rimasti per portare avanti progetti e iniziative che nascano dal basso, dalla semplice necessità di conoscersi, che siano proposte aperte ai cittadini, in cui la cultura e l’aggregazione possano essere davvero accessibili a tutti.

Progetti come la resistenza cittadina allo scempio ambientale e allo spreco di fondi pubblici delle vie d’acqua all’interno del parco di Trenno. progetti come “Kick the borders”, il torneo di calcio organizzato da Soy Mendel lo scorso sabato che ha unito intorno alla passione per lo sport, giovani, meno giovani, migranti e non, tutti accomunati dal desiderio di vivere il nostro quartiere al di fuori delle solite logiche di costrizione, consumo e profitto.

Siamo rimasti perché vogliamo continuare a essere un valore aggiunto per Baggio, un luogo in cui la socialità passi attraverso la condivisione e la partecipazione, cercando di rispondere alle reali esigenze di chi abita il quartiere e lottando contro chi, geloso della sua poltrona, continua a speculare alla spalle degli abitanti ignorando le loro vere esigenze e taglia fuori dagli appuntamenti del quartiere quelle associazioni, che come noi, hanno denunciato la carenza di spazi pubblici a disposizione della comunità.

Per questo abbiamo occupato il campo comunale di via Fratelli Zoja, uno dei tanti, troppi immobili di proprietà pubblica a Milano abbandonati e vuoti. Intendiamo restituirlo al nostro quartiere come uno spazio aggregativo per sport, antifascismo e cultura. A questo scopo invitiamo tutti gli abitanti che ci hanno seguito e sostenuto per due anni a visitare il nuovo Soy Mendel. La nostra speranza e obiettivo sarà quella di restaurare e gestire insieme a loro questo Bene Comune.

Soy Mendel vi aspetta in via Fratelli Zoja 181!

Siamo in ballo, siamo in ballo adesso
Non spegni il sole se gli spari addosso

Le compagne e i compagni di Soy Mendel

LA SOLIDARIETA' NON E' REATO

Sappiamo che al peggio non c’è mai limite ma forse questa volta abbiamo proprio toccato il fondo.
Quando la notizia che due associazioni di Baggio, Share Radio e Dimensioni Diverse, sono state estromesse dalla sagra di Baggio a causa della loro vicinanza al collettivo Soy Mendel ci è venuto un sorriso, sembrava quasi la barzelletta della settimana.
Pensare però che un consiglio di zona, nel nome del suo presidente Marco Bestetti, si creda in potere di togliere agibilità e visibilità a due associazioni che da anni operano per i cittadini del quartiere, apprezzate da tutti, presenti nelle scuole e nelle vie del quartiere a fianco di migranti, di bambini e adolescenti, di persone con disabilità, di anziani con lodevoli iniziative inizia però a toglierci il sorriso dal viso e a trasformarlo in una leggera smorfia di rabbia.
Probabilmente c’è chi, a soli quattro mesi dalle elezioni, si crede in diritto di poter provare a cancellare la storia di Baggio, e soprattutto la storia di realtà che da vent’anni vivono il quartiere e lo amano a tal punto da passare il proprio tempo libero ad organizzare iniziative di ogni tipo rivolte esclusivamente agli altri e mai per un profitto personale. Il potere fa male ed appare chiaro che c’è un ragazzino di trent’anni che si è montato un po’ la testa e si crede il nuovo dittatore della zona 7.
Soy Mendel è l’unico responsabile delle due occupazioni fatte in via Cancano e in via Don Gervasini, occupazioni che il collettivo ha sempre rivendicato a testa alta. C’è chi è contrario a questo modo di creare socialità e conflitto e ci sono invece persone che apprezzano la nostra piccola realtà e che fin dal primo giorno ci sono venute a conoscere, trovando con noi delle affinità e la stessa voglia di fare qualcosa per gli altri. Evidentemente la libertà di pensiero non esiste più nella nostra zona; evidentemente addossare colpe – se possiamo chiamarle colpe -  che non hanno ad associazioni che non condividono il pensiero politico dell’attuale maggioranza, è un tentativo inutile e meschino di dividere delle realtà che in questi anni hanno deciso di costruire insieme dei progetti basati su valori saldi e inossidabili come l’antifascismo, l’antirazzismo e l’antisessismo.
A differenza di altri, abituati a giudicare senza conoscere, in questi due anni di attività noi abbiamo creato bellissime relazioni con tante persone in gamba che ci hanno insegnato molto sia sul quartiere sia sulla coerenza con la quale portare avanti i propri ideali. Non abbiamo nessun dubbio che questa pagliacciata servirà solo a rafforzare questi legami e a creare più unità, e così come un anno fa qualcuno ha pubblicamente espresso la propria solidarietà davanti ai nostri sgomberi ora siamo noi ad esprimere la nostra davanti ad accuse becere che non hanno nessun fondamento politico e costituzionale.
Davanti a chi abusa della parola legalità come al solito noi preferiamo i fatti. L’aver restituito al quartiere spazi abbandonati da anni è il nostro orgoglio. E se sembra che lo spazio di via Don Gervasini  finalmente tornerà a vivere, siamo sconcertati nel vedere la fabbrica di Via Cancano utilizzata come una discarica a cielo aperto a discapito della salute della gente, quando la riqualificazione di quella zona pareva essere uno dei punti principali del programma elettorale di Bestetti.  Evidentemente abbiamo proprio due concetti diversi di legalità.
Gli abitanti della zona 7 non sono così stupidi come pensa il nostro consiglio di zona, per questo sapranno riconoscere chi lavora per la collettività e chi invece, pagato con i soldi di tutti noi,  approfitta della propria posizione per soddisfare i propri capricci. E sarà a quel punto che sui nostri visi riapparirà un bel sorriso.
I compagni e le compagne del Soy Mendel

sotto alcune foto dell' attuale stato della fabbrica di via Cancano dove nel cortile interno c'è una vera e propria discarica





COMUNICATO ASSEMBLEA PUBBLICA BIBLIOTECA SOCIALE BAGGIO

E' da qualche mese che a Baggio un gruppo di associazioni del quartiere e di singoli cittadini si sono uniti per chiedere a gran voce l'utilizzo degli spazi di Via Don Gervasini che per qualche mese come Mendel abbiamo occupato e da cui siamo stati sgomberati ad inizio Agosto. Abbiamo partecipato attivamente alle riunioni pubbliche tenute alla biblioteca comunale di Baggio organizzate da questa rete condividendone in pieno le finalità sociali e aggregative che da subito sono emerse da parte di tutte le realtà promotrici.

LETTERA APERTA DI S.O.Y. MENDEL


A seguito delle accuse formulate da una abitante dello stabile di cui abbiamo occupato alcuni locali, durante la trasmissione Linea d’Ombra del canale Telenova, in onda lo scorso lunedì 29 giugno alle 20.30, il centro sociale Soy Mendel (e non “Soy Partigiani” come erroneamente riportato da Adriana Santacroce, conduttrice della trasmissione) desidera ripristinare la verità e chiarirla anche agli altri condomini di via Don Gervasini 37, agli abitanti del nostro quartiere di Baggio, agli amministratori locali e a tutti coloro che sono interessati alle iniziative culturali, politiche e di solidarietà che proponiamo.

L’accusa più falsa ed infamante è quella di aver “rubato” lo spazio all’associazione Il Gabbiano, realtà che da anni opera al servizio di persone con disabilità e delle loro famiglie, ben radicata nel quartiere e con una sede fissa dal 1987.
Anni fa Il Gabbiano chiese in concessione al Comune di Milano gli spazi di via Don Gervasini, senza ricevere alcuna risposta. E in seguito propose anche all’ente gestore di aprire un bando pubblico per l’utilizzo dello spazio, ma sempre senza ottenere risposta.
Ci teniamo a sottolineare che se un giorno verremo sgomberati ed i locali dati in concessione ad associazioni culturali e sociali come per esempio Il Gabbiano, ne saremo solo contenti perché forse vorrà dire che la nostra occupazione avrà smosso qualcosa nella lenta e imbarazzante burocrazia comunale.
Nessuno dell’associazione, peraltro, si è mai lamentato con noi per l’occupazione o per il “furto” ai loro danni.

Sottolineiamo che molte persone che frequentano il Soy Mendel e partecipano attivamente alle nostre iniziative lavorano come assistenti sociali ed educatori per disabili. E poiché abbiamo molto a cuore questo tema ci siamo impegnati per stabilire da subito rapporti con le realtà di Baggio che si occupano di integrazione sociale e assistenza. Tra queste citiamo l’Associazione Il Balzo di via Ceriani, che frequentiamo in occasione del loro incontro-aperitivo settimanale. Infatti, ogni tanto alcuni ragazzi dell'associazione vengono a farci visita insieme ai loro assistenti per utilizzare lo spazio come momento ricreativo durante il pomeriggio.

Tornando alle accuse fatte in trasmissione contro di noi, eccone un’altra falsa: la conservazione e l’accumulo di diverse bombole di gas. Si tratta in realtà di una e una sola bombola di gas che alimenta una normale cucina con quattro fornelli e un forno. (Le bombole viste da alcuni condomini nei primi giorni della nostra occupazione sono vuote e devono essere rese al distributore, e si trovano ora nel seminterrato.)

Per quanto riguarda la “deturpazione” degli spazi occupati di cui veniamo incolpati, i brutti disegni con pennarello nero che coprono alcune pareti sono stati fatti nei primi giorni dell’occupazione da alcuni bambini del palazzo: da allora sono stati quasi del tutto cancellati e coperti con la cementite. Gli altri disegni e murales colorati, invece, sono stati realizzati da noti writer e artisti milanesi e rappresentano scene naturali con animali, immagini di lotte popolari del Sud del mondo, e le scritte stilizzate “Antifa Baggio” e “Against Racism”.

Crediamo fermamente che uno spazio come il Soy Mendel possa essere una risorsa importante per il quartiere di Baggio, l’ennesimo esempio di periferia semi-abbandonata e quasi fuori dal mondo, con pochissimi spazi di aggregazione giovanile e una scarsissima offerta culturale, mentre è ricco di sale scommesse, bar, centri massaggi e negozi che comprano oro!

Vogliamo comunque rassicurare tutti sul fatto che siamo ben coscienti della realtà in cui operiamo e proprio per questo fin dall’inizio della nostra occupazione non abbiamo realizzato alcuna iniziativa che possa disturbare o recare disagio agli abitanti dei piani superiori del condominio e degli altri edifici vicini. Per esempio non abbiamo mai organizzato concerti o serate musicali. E fino ad ora infatti non abbiamo ricevuto nessuna lamentela da parte di condomini o altri abitanti del quartiere. E nemmeno visite delle forze dell’ordine per schiamazzi o rumori molesti!

In conclusione, dato che la nostra vicina non ha fornito alcuna motivazione concreta per giustificare la sua ostilità nei nostri confronti, la invitiamo a leggere con calma quanto abbiamo scritto in questa lettera aperta, a ragionarci un po’ su e a venirci a trovare: forse conoscendoci cambierà idea su di noi.


Parliamo ora delle nostre iniziative. Da quando lo spazio è stato occupato ne abbiamo proposto e realizzato numerose, di interesse culturale, politico e ludico: ecco un elenco di quelle portate a termine nell’ultimo mese:
- 29/05/15 spettacolo di improvvisazione teatrale della compagnia “Imprecari”;
- 9/06/15 incontro con un rappresentante del popolo Mapuche (minoranza indigena del Cile), in tour in Europa per pubblicizzare la loro lotta contro la privatizzazione delle acque avviata dalle multinazionali dell’energia: dibattito e testimonianze;
- 17/06/15 i bambini e i ragazzi del quartiere hanno organizzato uno spettacolo di ballo nei nostri locali, al quale sono stati invitati e hanno partecipato altri giovani, genitori e nonni;
- 19/06/15 presentazione del libro a fumetti “Come il colore delle terra”, un racconto per piccoli e grandi sulla resistenza zapatista, la lotta degli indigeni messicani del Chiapas (da sottolineare la folta partecipazione di bambini, e molti anche del nostro condominio);
- 23/06/15 proiezione, nel prato di proprietà comunale antistante il nostro spazio, del documentario “Italy in a day” diretto dal noto regista Gabriele Salvatores, e premiato nel 2015 con un David di Donatello. Sicuramente non si tratta di un film sull’Unione Sovietica (come ironicamente ipotizzato durante la trasmissione di Telenova!);
- 30/06/15 presentazione del libro “Kobane dentro”, un racconto in forma di diario che narra gli scenari quotidiani di guerra e distruzione nella città turca di Kobane, sotto attacco delle milizie islamiche dell’Isis e difesa dai guerriglieri kurdi.

Ecco infine le nostre iniziative ricorrenti e periodiche:
- ogni martedì proponiamo una cena popolare aperta a tutti, dove la condivisione è la parola chiave: ognuno porta del cibo o delle bevande da condividere;
- è stato avviato un corso di teatro tenuto da un attore professionista, completamente gratuito, che si svolge il giovedì alle 19.30;
- due volte a settimana, invece, il lunedì e il venerdì, si tiene un corso di karate;
- per il futuro è in progetto una palestra popolare a disposizione di tutti gli abitanti del quartiere.

Vogliamo sottolineare anche la continua frequentazione di un folto gruppo di ragazzini e bambini, principalmente abitanti nel condominio, che ogni pomeriggio non vede l’ora che il centro apra per poter giocare con il calcetto-balilla e il tavolo da ping-pong messi a disposizione di tutti. Ma anche disegnare e ballare sul grande palco che abbiamo costruito, riutilizzando bancali dismessi.



S.O.Y MENDEL HA RIPRESO CASA


Di Baggio siamo e a Baggio restiamo".
Così vi avevamo lasciati circa un mese fa quando hanno cercato di distruggere ciò che con molta fatica stavamo costruendo e in qualche modo restituendo al nostro quartiere: uno spazio sociale, culturale e di aggregazione aperto a tutti. 
Con questa frase si apriva il corteo che dopo lo sgombero ha attraversato le strade di Baggio. 
Dietro a questo erano presenti tante persone che frequentando Soy Mendel si sono sentiti parte di un progetto che in poco tempo aveva conquistato tanti. 
Uno spazio sociale dedicato ad un quartiere, il nostro, ormai abbandonato a se stesso come molti altri. 
Non sono riusciti a fermarci o peggio ancora a distruggerci.
L'abbiamo gridato con orgoglio attraverso il megafono che apriva la manifestazione e in questo mese pensiamo di averlo dimostrato a tutti. 
La condivisione di esperienze e il senso di appartenenza che si costruisce all'interno di realtà autogestite come Soy Mendel non possono essere cancellati da un singolo e infame episodio di inutile repressione fine a se stesso.
Questo perché le idee, i sogni, i progetti e le lotte non si possono sgomberare con qualche camionetta, con un centinaio di schiavi in divisa o con un martello pronto a rompere ciò che si era costruito. S.O.Y. Mendel, da quel giorno, si è compattato e ha continuato a vivere nei parchi e nelle strade del quartiere. 
Non avevamo più il nostro spazio, ma la voglia di stare insieme ci ha portato a rafforzare le iniziative e i progetti che nelle strade ci ha­nno visto crescere. 
Ci è stato utile per consolidare i legami che si stavano pian piano costruendo con le altre associazioni di Baggio che, come noi, cercano di portare avanti dei valori fondamentali che le istituzioni sembrano aver dimenticato. Ci hanno tolto uno spazio pieno e vivo, ma sopravviviamo anche senza un tetto sopra di noi. Questo abbiamo fatto a partire dal 4 marzo scorso. 
Una brutta giornata, che sicuramente non abbiamo dimenticato, ma che ci ha dato la forza per continuare con più determinazione e  compatezza di prima. 
Oggi pomeriggio abbiamo occupato a Baggio in via Gervasini 7 uno stabile di proprietà MM.
Siamo sicuri che questo spazio potrà avere grosse possibilità e potrà diventare una bella risorsa e opportunità per tutto il quartiere. 
Occupiamo una proprietà Ex Aler ora passata a Metropolita Milanese perché vogliamo denunciare la gestione da parte di questa azienda del patrimonio di strutture pubbliche a sua disposizione, che in tutti questi anni non ha fatto altro che mal gestire, chiudendo le liste di assegnazione degli appartamenti, sgomberando famiglie in difficoltà, lasciando centinaia di case vuote e spingendo verso la privatizzazione del mercato immobiliare e la speculazione edilizia.
Torniamo perché vogliamo portare avanti progetti e iniziative che nascano dal basso, dalla semplice necessità di conoscersi, che siano proposte e aperte ai cittadini, in cui la cultura e l’aggregazione possano essere davvero accessibili a tutti.
Vogliamo continuare ad essere un valore aggiunto per Baggio, un luogo in cui la socialità passi attraverso la condivisione e la partecipazione, cercando di rispondere alle reali esigenze di chi abita questo quartiere e lottando contro chi, avido dei suoi poteri, continua a speculare alla spalle degli abitanti ignorando le loro vere esigenze.
Lo scorso 4 Ottobre abbiamo iniziato un progetto in cui credevamo e che pian piano ci ha reso tutti un unico grande gruppo.
Eravamo singoli con tante belle idee e determinazione. Ora siamo il collettivo Soy Mendel!

Siamo in ballo, siamo in ballo adesso 
Non spegni il sole se gli spari addosso





Le compagne ed i compagni del S.O.Y Mendel

4 MARZO 2015 - COMUNICATO SOY MENDEL DOPO LO SGOMBERO

Sono passati esattamente cinque mesi da quando un gruppo di ragazzi e ragazze della zona ha deciso di occupare una fabbrica abbandonata da più di vent'anni, per restituire al quartiere di Baggio uno spazio sociale, culturale e di aggregazione . Un punto di riferimento che a Baggio – classico quartiere periferico e popolare di Milano direttamente coinvolto negli sporchi affari di Expo- manca da anni, dove portare avanti valori per noi fondamentali come l'antifascismo, l'antirazzismo e l'antisessismo.
Il collettivo del Soy Mendel si è da subito ingrandito includendo i ragazz* universitari che frequentano la biblioteca; i più grandi, reduci dalle vecchie esperienze delle ultime occupazioni a Baggio, ormai di tanti anni fa e non solo. Lo spazio era giornalmente frequentato dai giovani ragazzi dei palazzi popolari, stacanovisti del biliardino e da chi semplicemente voleva fare due chiacchiere prima di andare a casa.
Il bello di Soy Mendel è proprio questo, un gruppo di persone che non si conoscevano ma che, condividendo l'autogestione di uno spazio sociale, hanno imparato a viversi e a costruire insieme progetti e iniziative.
Siamo partiti senza acqua e senza elettricità, con una montagna di macerie e le finestre spaccate. E oggi possiamo dire con orgoglio che quel posto l'abbiamo reso più che vivibile e che ogni singola conquista era vissuta da noi come una gran vittoria. Indimenticabili i momenti in cui per la prima volta abbiamo visto uscire l'acqua dai rubinetti, la prima stufa accesa che non scaldava nessuno, la prima birra spillata al posto della lattina del discount... potremmo andare avanti con mille aneddoti che ripensandoci sembrano arrivare da anni di condivisione invece che da pochi mesi.
In questo breve periodo a Baggio era stato creato un luogo dove si sono attivati dei corsi di Karate e Yoga, un' aula studio, un cineforum, cene collettive, un palco che ha ospitato esibizioni teatrali, collettivi politici, concerti e dj set. Una palestra popolare per il quartiere era in costruzione. Eravamo in attesa della primavera per sistemare e sfruttare il giardino affianco al nostro parco delle cave. Abbiamo da subito dialogato con le associazioni presenti nel quartiere, cercando di costruire qualcosa assieme utile alla comunità e da subito ci siamo inseriti nelle lotte cittadine portate avanti dai collettivi che condividono con noi gli stessi ideali.
Questa mattina verso le 9.30 ci hanno comunicato che erano dentro e ci stavano sgomberando. Nell'infame vocabolario sbirresco significava che avevano già distrutto in pochi minuti mesi di lavori collettivi: le finestre erano tornate giù, i sanitari erano tornati inagibili.
La rabbia è tanta ma la voglia di reagire ancora di più. Con la mentalità che ci contraddistingue abbiamo deciso di non lanciare una mobilitazione già stasera e di dare precedenza alle assemblee cittadine che erano in programma. Ci siamo presi un giorno per ragionare con la volontà di non agire presi dalla collera iniziale, ma di usare la testa cercando di dare una risposta inclusiva, determinata e che coinvolga il quartiere e la gente che ha frequentato o seguito Mendel.
Non riusciremo mai a capire le logiche con cui decidono di sgomberare un luogo pieno di vita e socialità per rimetterlo in uno stato di abbandono. Forse perché un edificio in disuso è il solo vicino che può avere un altrettanto orrido cantiere di Expo lasciato marcire all'interno del parco.
La nostra risposta incomincia da domani sera. Alle 18.30 ci troveremo tutti assieme in Piazza Anita Garibaldi per riportare nelle strade di Baggio quello che è stato Soy Mendel in questi mesi.
Ci hanno tolto lo spazio ma esistiamo anche senza mura. Ci troviamo in Piazza.

Le compagne e i compagni di Soy Mendel

COMUNICATO A SEGUITO DEI FURTI A SOY MENDEL

In questo ultimo mese per ben due volte si sono introdotti all' interno di Soy Mendel.
Il primo episodio è avvenuto verso metà Dicembre e chi è entrato all' interno dello spazio ha rubato pochi euro presenti in cassa e spaccato un po' di bottiglie di vetro nello spazio bar.
Il secondo furto invece è avvenuto nella notte tra sabato 17 Gennaio e Domenica 18 Gennaio e questa volta all' interno dello spazio sono state rubate delle strumentazioni per un valore circa di 1000 euro.
Facciamo proprio fatica a capire cosa spinga qualcuno ad entrare a rubare in un posto come Mendel. Spazi dove ogni singolo oggetto presente al suo interno è frutto di uno sforzo collettivo e soprattutto dove ogni singola cosa è li per essere a disposizione di tutti.
Il materiale rubato ci era stato prestato da un compagno per permetterci di fare le prime serate dopo l'occupazione e per mettere in moto quel meccanisimo di autofinanziamento necessario a far vivere il centro. Tutto verrà ricomprato al più presto alla persona interessata a cui dobbiamo davvero tanto e che ringraziamo pubblicamente per la grossa spinta iniziale che ci ha dato.
Questa spesa va ad accumularsi alle tante che dal 4 Ottobre, giorno dell' occupazione, ad oggi stiamo continuando ad affrontare per mettere a posto Soy Mendel e la sua struttura. Questo è un percorso che abbiamo deciso di affrontare assieme consapevoli degli sforzi economici che, soprattutto all' inizio, avremmo dovuto affrontare. Ci sono compagn* che ancora devono rientrare dei soldi anticipati e le serata fatte fino ad ora non sono riuscite ancora a coprire tutti i debiti.
Non siamo qui a piangerci addosso ne a denunciare qualcosa o qualcuno. Ma non possiamo negare che il furto di questo weekend ci mette un po in difficoltà in un momento in cui cominciavamo ad avere una certa stabilità e in cui si era deciso di investire ulteriormente avviando nuovi progetti (come la costruzione di una vera palestra popolare) e per rendere lo spazio ancora più vivibile a chi lo frequenta e lo frequenterà.
Per questo abbiamo deciso di organizzare per sabato 24 Gennaio una bella serata il cui ricavato sarà interamente destinato a ricomprare la strumentazione rubata. I dettagli dell' iniziativa verranno resi noti al più presto ma siamo sicuri che la la solidarietà di compagni e compagne e dei semplici frequentatori abituali dello spazio non mancherà in qualsiasi caso.
Questo weekend sarà ricco di iniziative a Soy Mendel. Venerdì, Sabato e Domenica saranno tre giorni di musica, presentazione di libri, allegria e dibattiti. Riempire Mendel di gente, stare insieme, divertirsi e progettare sono per noi il miglior modo per superare un ostacolo che siamo sicuri ci renderà ancora più forti.
Vi aspettiamo numerosi!

Le compagne e i compagni di Soy Mendel

CASE, MORTI, SGOMBERI, RABBIA: SU QUESTI GIORNI MILANESI

E ad un certo punto "la casa" e le "occupazioni" diventano l'argomento unico di discussione, riempie giornali, tv e dibattiti informali.
La creazione di un nemico, una narrazione tossica a senso unico dove si parla solo ed esclusivamente del problema abusivi, ovviamente di cause, politiche e assenza del pubblico sulla questione abitativa si sta in silenzio, è la realtà che ci dipingono.
I casi limite diventano la norma, l'esempio, la scusa con cui reprimere e giustificare un'assurda quanto folle "azione legalitaria" che come risultato ha solo quello di mettere e lasciare famiglie in mezzo ad una strada all'inizio della stagione più inospitale dell'anno.
La questione abitativa è cosa enorme non banalizabile. 200 sgomberi significano un attacco frontale alle difficoltà delle persone e ai movimenti sociali. Non risolvono nessun problema, lo alimentano e lo fanno crescere.
Non siamo esperti di guerra ma non ci sembra nulla di diverso da quelle operazioni militari che si basano sulla costruzione di un nemico e poi sull'azione.
Perché parliamo di guerra? Perché forse sono stati usati gas lacrimogeni al cs che sono armi di guerra in mezzo mondo? No. O meglio non solo. Parliamo di guerra perché durante uno sgombero, quello di martedì, la violenza poliziesca ha ucciso un bambino non ancora nato. Le manganellate ad una donna incinta di sette mese le ha fatto perdere il figlio.
Forse è troppo parlare di guerra, ma al momento non ci vengono altre parole.
Lo sterile, violento, e criminale dibattito legalità/illegalità genera mostri come questo. La polizia agisce nella loro maniera più consona e classica: ovvero violenta.
I media main stream diranno della morte del bambino mai nato ma ometteranno parte della storia, giustificheranno, insomma cambieranno la verità.
Basta. Non faremo un passo indietro.
L'assenza di politiche sociali genererà sempre autorganizzazione. Ogni casa vuota grida e denuncia la sconfitta delle politiche sociali cittadine, regionali e statali. Così come ogni spazio.
La narrazione tossica mainstream va rotta, per rompere l'assedio. Chi porta avanti questa narrazione è complice di quel che accade, ed è anche strumento.
Siamo e saremo sempre dalla parte dei più deboli, di chi lotta, di chi si prende ciò che non ha e gli viene tolto.
Siamo solidali e vicini nel dolore della donna colpita dall'infame omicidio di stato.
S.O.Y. Mendel

COMUNICATO DOPO GLI SGOMBERI DEGLI ULTIMI DUE GIORNI

Per due giorni a Milano sono stati sgomberati dalle proprie abitazioni e dai propri spazi occupati famiglie e compagn*.
Giambellino prima e Corvetto poi, sono un esempio di come istituzioni e politica hanno deciso di affrontare il problema dell' emergenza casa e del diritto all'abitare. Gli stessi che si permettono di lasciare a Milano migliaia di abitazioni vuote, nonostante le persone che necessitano di una casa siano sempre di più. Gli stessi che lucrano su appalti e ristrutturazioni creando buchi finanziari incolmabili in quelle aziende che dovrebbero gestire in maniera equa l'emergenza. Gli stessi che cercano di alimentare una guerra fra poveri e di spezzare la solidarietà che si sta sempre più creando tra i diversi comitati che si organizzano e lottano per i propri diritti.
Schieramenti di uomini in divisa in numero spropositato, manganellate, teste rotte, lacrimogeni lanciati anche ad altezza uomo e arresti.
Non importa se davanti si trovano bambini, donne o anziani, la modalità è sempre la stessa.
Ma in questi due giorni la gente ha voluto resistere e ha voluto gridare la sua rabbia. Lo ha fatto lottando per le strade del proprio quartiere, rivendicando in maniera chiara e inequivocabile il proprio diritto ad avere una casa, valorizzando lo strumento dell'occupazione come utile metodo di resistenza.
La nostra solidarietà non può che andare alle famiglie messe in mezzo alla strada, alle persone ferite e alle compagne e compagni fermati.

Soy Mendel