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SABATO 18 MARZO - 1978-2017 Per Fausto e Jaio

I muri sono le pareti di un contenitore in cui noi viviamo, o meglio un non luogo dove un Moloch costringe le nostre esistenze... Muri per emigranti- prigioni- ghetti- campi profughi- confini ”geografici” che noi sappiamo essere politici… Tutti ricordiamo il muro di Berlino… ma si calcola che ce ne siano di analoghi, in funzione, più di 45, in tutto il mondo. Messico, Belfast, Cisgiordania-Gaza.. questi, sono solo alcuni, forse i più eclatanti ed evidenti. Ma ne esistono altri più simbolici quelli… che ci allontanano dalla conoscenza della verita’ (grazie anche ad una informazione omologata ed asservita)… che ci allontanano dalla giustizia (che è sempre più “cosa loro”)… che ci allontanano dal lavoro (in cui noi “umani” sempre più abbiamo un valore secondario rispetto a quello che produciamo). NOI che siamo tra muri racchiusi in un labirinto controllato e ci illudiamo-ci illudono di essere esseri-liberi, e di vivere in una democrazia... NOI sappiamo che la nostra libertà si limita allo spazio fino al prossimo muro e la certezza di essere rinchiusi ci viene dalla percezione di essere bloccati tra muri... in questo senso I MURI CI PARLANO e solo quando apprendiamo di avere un muro davanti a noi, possiamo avere la coscienza di essere schiavi...
NOI, che abbiamo tenuto viva, dentro e fuori di noi, la memoria di Fausto e Jaio, per quasi 40 anni, sappiamo che cosa sono i muri. Ci ritroveremo, in una specie di festa pagana, qui in via Mancinelli, simbolicamente circondata da muri, anche per parlare di muri perché non vogliamo essere schiavi e che nessun altro lo sia…


SABATO 14 GENNAIO: PRESIDIO ANTIFASCISTA

FUORI FORZA NUOVA DALLE NOSTRE CTTÀ!
PRESIDIO ANTIFASCISTA SABATO 14 GENNAIO,
ORE 16.00, IN PIAZZA FONTANA.

MARTEDI 1 MARZO : PER UN PRIMO MARZO CONTRO CONFINI E PRECARIZZAZIONI

Martedì 1 Marzo presidio/manifestazione ore 18,00 Piazza Duca d’Aosta Milano

DOMENICA 24 MAGGIO - PRESIDIO PER FRANCESCO, GRAZIANO e LUCIO

Da Luglio 2014 Francesco, Graziano e Lucio sono rinchiusi e accusati di sabotaggio. Da molti mesi sono in regime di Alta Sicurezza in isolamento.

GIOVEDI 23 APRILE : PER LUCIO, GRAZIANO E FRANCESCO - PRESIDIO SOTTO IL TRIBUNALE DI TORINO

Presidio al tribunale di Torino, giovedì 23 aprile ore 9:00
FRANCESCO. GRAZIANO e LUCIO LIBERI SUBITO!


37 ANNI PER FAUSTO E IAIO

37 anni, 1978-2015,
Fausto e Iaio vivono nella memoria e nell'impegno di tutti per un mondo migliore.
In via Mancinelli, dalle ore 17,00 alle ore 22,00, per nutrire il pensiero critico, la musica indipendente, le espressioni creative. 



LUNEDI 9 MARZO - PRESIDIO IN SOLIDARIETA' CON LA LOTTA DEL POPOLO MAPUCHE

I Mapuches sono un popolo indigeno che abita nel territorio meridionale del Cile e dell'Argentina e che da secoli lotta per la difesa della propria terra contro devastazioni e occupazioni illegittime.
Nelle diverse carceri del Cile sono reclusi decine di prigionieri politici Mapuches, tra di loro anche dei minorenni, ai quali viene applicata la vergognosa legge anti terrorista in vigore dal governo dittatoriale di Pinochet.
Cristian Garcia Quintul è un lamngen Mapuche che dal gennaio 2013 lotta contro le politiche fasciste e discriminanti imposte dallo stato cileno, accusato di essere l'autore dell'incendio appiccato nelle terre usurpate dal latifondista Joaquin Biuer. Quest'ultimo è l'ennesimo di questi usurpatori che, tramite investimenti capitalisti, arrivano nel territorio Mapuche con arroganza e disprezzo, fino ad occupare e devastare le loro terre distruggendo la resistenza centenaria di questo popolo che ha deciso di vivere rispettando la Terra senza sentirsene i padroni. Il loro nome nell'idioma mapudungun significa infatti Che, "Gente", e Mapu, "della Terra". Cristian Garcia Quintul è uno dei tanti compagni Mapuches che continuano a portare avanti questa lotta giusta e legittima in difesa del territorio e per riprendersi le proprie terre. Né le politiche neo liberiste dello stato cileno che favoriscono latifondisti e multinazionali, né la violenta repressione eseguita dalla polizia ostacoleranno la resistenza di questo popolo oppresso e dimenticato che lotta da secoli.
Cristian andrà a processo il 9 marzo a Valdivia, in Cile, con l'accusa di sabotaggio al cantiere della centrale idroelettrica sul fiume Pilmaiken, nel territorio Mapuche del Ngen Mapu Kintuante, e rischia 10 anni di reclusione.
Questa centrale, voluta dalla impresa idroelettrica Pilmaiken S.A, di capitale cileno, è anche collegata attraverso lo studio ingegneristico de Ingendesa, azienda del gruppo Enel, si sommerebbe alle tre già esistenti e funzionanti, sullo stesso fiume Pilmaiken, con conseguenze devastanti per il territorio e le comunità Mapuches che vivono intorno.
Terrorista non è chi difende il territorio da saccheggio e devastazione in nome del profitto, ma le multinazionali e lo stato connivente che risponde a queste lotte con la repressione. Nel territorio Mapuche come in Val Susa, come a Niscemi. In solidarietà al lamngen Cristian e alla lotta Mapuche invitiamo tutte e tutti al presidio sotto il consolato cileno chiedendo la libertà dei prigionieri politici mapuches, l'abolizione della legge anti terrorista e la fine della devastazione delle loro terre.



LUNEDÌ 9 MARZO dalle h 17.00 in poi presidio sotto il Consolato Cileno in via Ricasoli 2, Milano (MM Cairoli).

LIBERTÀ PER I DIFENSORI DEL KINTUANTE!
PILMAIKEN RESISTE!
MARICHIWEU! (Venceremos!)

5 MARZO : PRESIDIO E CORTEO CONTRO LO SGOMBERO


Il collettivo di Soy Mendel ringrazia tutti coloro che ieri hanno portato la loro solidarietà in piazza a Baggio e che ci hanno seguito nel corteo lungo le vie del quartiere.
Ringraziamo le realtà e i singoli che hanno espresso la propria solidarietà tramite comunicati e semplici messaggi.
Ringraziamo la tanta gente di Baggio che dai propri balconi ci ha voluto salutare.
Ringraziamo chi ci ha prestato il generatore e chi ci ha aiutato ad allestire il tutto.
Per noi è stato un passaggio importante e che ci ha reso ancora più uniti.

DI BAGGIO SIAMO E A BAGGIO RESTIAMO !



































































LUNEDI 2 FEBBRAIO - PRESIDIO ANTIFASCISTA e ANTIRAZZISTA

Ore 16.30 Piazza della Scala

La sezione milanese di Forza Nuova ha indetto lunedì 2 febbraio una manifestazione davanti al palazzo comunale contro la costruzione delle moschee. Dovere di tutt@ e' mobilitarsi!!!

https://www.facebook.com/events/1573126012928126 

MERCOLEDI 21 GENNAIO - PRESIDIO ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA: DA MILANO SOLIDALI E COMPLICI AL DORDONI DI CREMONA #EMILIORESISTI!

Mercoledi alle ore 18 saremo in Piazza San Babila per partecipare al presidio. Complici e solidali con il CSA Dordoni !!!!

















Domenica scorsa oltre 60 fascisti legati a Casa Pound hanno teso un vile agguato ai compagni del CSA DORDONI davanti al centro sociale.

Gli 8 compagni che si trovavano al Dordoni hanno difeso lo spazio, ma Emilio è caduto ed è stato colpito da numerosissime sprangate al volto. Ora Emilio è in coma, in gravissime condizioni e con un'emorragia celebrale estesa.

I fatti di Cremona sono gravissimi e non rimarranno senza risposta. Dalla Milano meticcia, antirazzista e antifascista vogliamo portare la nostra solidarietà e complicità a Cremona.

Non vogliamo vedere nelle nostre città fascisti e razzisti che seminano odio e guerra tra poveri, non possiamo accettare che simili squadristi assassini si sentano legittimati e tutelati da partiti altrettanto vergognosi come la Lega Nord, che se ne stanno servendo come servizio d'ordine per il lavoro sporco.

Mercoledì 21 gennaio invitiamo tutte e tutti ad essere in piazza SAN BABILA, per una manifestazione della Milano che ama la libertà e rifiuta fascisti e razzisti,

Sabato 24 gennaio andremo tutti insieme da Milano a Cremona per il corteo nazionale convocato lì.
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Di seguito il testo del Dordoni di Cremona:

Emilio, un compagno di tante lotte e tante battaglie, è in ospedale in coma farmacologico con una emorragia cerebrale estesa a causa di un assalto squadrista al centro sociale Dordoni.

L'attacco premeditato e scientificamente organizzato dai fascisti di CasaPound cremonesi, in combutta con altri militanti di estrema destra provenienti da fuori città, ha trovato una risposta determinata da parte dei compagni presenti nel centro sociale, ma purtroppo Emilio è stato colpito alla testa da diverse sprangate.

I fascisti si sono accaniti sopra ad Emilio fino a quando è stato portato in sicurezza all'interno del centro sociale; è stata, tuttavia, immediatamente chiara la gravità del suo stato di salute.

Infame è stato il comportamento della polizia che ha semplicemente identificato gli assaltatori e successivamente, per permettere loro di andarsene indisturbati, ha caricato il presidio di antifascist* radunatesi sul posto.

PRESIDIO AL CONSOLATO MESSICANO: AYOTZINAPA NON E’ SOLA: LE LOTTE SOCIALI NON SI FANNO SPARIRE

43 studenti sono scomparsi, non si hanno loro notizie, un operazione organizzata da polizia, narcotraffico e politica messicana.
Azione repressiva che attraverso la creazione della paura vuole spegnere la polveriera sociale che lo stato del Messico.

Dal Guerrero al Michoachan, da Città Del Messico al Chiapas le insorgenze sociali, comunitarie e politiche stanno costruendo un paese diverso, un paese in cui il neoliberismo viene attaccato e con lui la legittimità del potere politico Federale, Statale e locale. La guerra al narcotraffico iniziata nel 2006 è la giusta scusa per reprimere i movimenti sociali. 27000 desaparecidos, arresti, omicidi e violenze sono il risultato troppo spesso taciuto di questa guerra all’autorganizzazione.

La lotta degli studenti e delle studentesse della Scuola Rurale di Ayotzinapa, dei genitori e degli amici e delle amiche dei 43 studenti rapiti dalla polizia messicana e consegnati a narcos locali sta portando alla luce la realtà, rifiutando le parole del governo messicano con coraggio stanno smascherando il dispositivo repressivo. Attorno alla loro lotta si stanno organizzando i movimenti sociali di tutto il Messico. Centinaia di migliaia di persone riempiono le piazze, attaccano i palazzi del potere, rifiutano la verità di parte del governo e denunciano la catena di comando.

La lotta di Ayotzinapa non è sola in Messico e non è sola nel mondo.

“Se toccano uno toccano tutti” non può rimanere uno slogan, deve essere la realtà di chi in basso e a sinistra in tutto il mondo si oppone ai mal governi, al neoliberismo e alla repressione.

Giovedì 20 novembre anche Milano partecipa alla giornata internazionale per i 43 studenti di Ayotzinapa: IL VOSTRO DOLORE E’ LA NOSTRA RABBIA

Giovedì 20 novembre ore 18.30 presidio presso il consolato Messicano, Corso Giacomo Matteotti 1


Ri-Make/Communia Network - Milano
Progetto Libertario Flores Magon - Milano
CSOA Lambretta - Milano
S.O.Y Mendel - Milano