VENERDI 20 FEBBRAIO - BASS RIOT












DRUM'N'BASS * BREAKBEAT * FUTURE BASS

Dj-set 100% vinili:

:: C.i.m.A (cimasound.blogspot.com)
:: Sister F (Innercity Jungle/Bassyard)
:: Dj Molotov

Serata di autofinanziamento del S.O.Y MENDEL.

Contro il vuoto delle politiche per la socialità, l'occupazione è la risposta culturale e artistica per una sperimentazione sociale completamente sganciata dalle regole del commercio e da qualsiasi vincolo istituzionale.

SOSTIENI GLI SPAZI DI AUTOGESTIONE!

#bassline_roventi - #ritmi_serrati - #musica_scalciaculo

no business / no tessera arci-acsi-salcaz / no spaccio

Ingresso a offerta libera

SABATO 21 FEBBRAIO - MANIFESTAZIONE POPOLARE NO TAV A TORINO

Sabato 21 Febbraio ore 14.00 concentramento in Piazza Statuto. Di sotto il lancio del coreteo:





































Ogni euro speso per il Tav è un euro rubato a qualcosa di utile per tutti e tutte, per questo recentemente 48 notav sono stati condannati ad oltre 140 anni di carcere e al risarcimento di 131.140 euro. Da oltre venticinque anni ci battiamo contro un’opera inutile e dannosa, non solo per il territorio e per la vita della Valsusa, ma per i bisogni e il futuro di tutti i cittadini. Parliamo di un progetto di cui nessuno, presidenti del consiglio, ministri della repubblica, commissari di governo, tecnici e docenti, è mai riuscito a dimostrare realmente la effettiva necessità per il nostro Paese. Al contrario, il movimento No Tav ha dimostrato in ogni sede, non solo come si possa fare a meno di una nuova linea veloce tra Torino e Lione, ma come questo progetto sia un attentato alle finanze pubbliche e che ogni risorsa dedicata al Tav sia sottratta alle vere esigenze della società. Mentre la crisi economica miete vittime quotidianamente e tutti i governi che si sono succeduti hanno concorso all’impoverimento generale, il “sistema tav” non è mai stato messo in discussione, anzi ha sempre avuto un assenso continuo da parte dei vari inquilini dei palazzi del potere, a prescindere, con la motivazione recitata a memoria: “ormai è stato deciso” o addirittura “lo vuole l’Europa”. Nessuna di queste due affermazioni è vera, l’opera è giorno dopo giorno sempre più messa in discussione proprio in Europa, l’organismo che dovrebbe cofinanziare il Tav. Il movimento No Tav ha sempre fatto la sua parte in questa vicenda, osteggiando con ogni mezzo possibile la realizzazione dell’opera, e per questo da oltre due anni frequenta quotidianamente le aule di tribunale se non le patrie galere. Non potendoci sconfiggere con altri mezzi, da oltre due anni è la magistratura a portare avanti con più determinazione gli interessi del “sistema Tav”, ingaggiando una campagna senza precedenti contro i No Tav, che ha visto solo negli ultimi due anni oltre mille indagati, decine di arresti, capi d’imputazione fantasiosi, risarcimenti esorbitanti, accuse di terrorismo, e solo poche settimane fa a 46 No Tav sono toccati 140 anni di prigione, ben 130 anni in più degli autori della strage del Vajont. 3 ragazzi sono ancora in carcere, 4 ai domiciliari e in decine non possono frequentare la Valle di Susa a causa dei fogli di via. Una costruzione capillare del nemico pubblico No Tav utile a difendere un progetto che vale al centimetro quanto un buon stipendio mensile: milleseicento euro. Questo quando ogni volta che piove ci tocca contare le vittime dell’incuria del territorio, quando cade il tetto di una scuola, quando una famiglia dorme in macchina, quando si taglia sul trasporto pubblico ma aumenta il biglietto per bus e tram, quando senza soldi non ci si può curare. E nonostante questo le priorità del governo rimangono sempre altre: come l’Expo di Milano, un vero e proprio affare per mafie e lobby, che ha trasformato Milano in un cantiere a cielo aperto, mentre viene spacciato come un’ occasione di rilancio per il nostro Paese. Se siamo colpevoli di batterci contro quest’immondo (quanto consapevole) spreco di denaro pubblico a favore di interessi di pochi non abbiamo problemi a dirlo: siamo tutti colpevoli, dal più anziano al più giovane, ed è per questo che invitiamo tutti alla manifestazione che si terrà sabato 21 febbraio a Torino. Vogliamo essere in tanti quel giorno perché la libertà è una cosa seria e come tale va trattata. Perché tutti insieme siamo imbattibili, perché fermarci è veramente impossibile.

DOMENICA 22 FEBBRAIO - IO STO CON LA SPOSA



































Dopo il successo del film OMAR continua la collaborazione tra Soy Mendel e BDS OUDAH con la rassegna KEFIAH e POPCORN.
Domenica dalle 21 proietteremo il documentario IO STO CON LA SPOSA.

Una favola di disobbedienza civile che risolve con estro il dibattito sul diritto alla mobilità
Marzia Gandolfi

Per andare in scena si comincia sempre dal costume, l'abito creato apposta per gli attori e indossato durante la rappresentazione. Ma quello che il documentario di Gabriele Del Grande, Antonio Augugliaro e Khaled Soliman al Nassi racconta è la realtà di uomini e donne che hanno interpretato un ruolo e infilato un costume per beffare il destino e garantire un futuro a chi amano.
Documentario nomade finanziato 'dal basso', Io sto con la sposa mette letteralmente in schermo un matrimonio e il suo corteo di invitati mai così partecipi. Perché i cinque protagonisti di questa avventura sono in fuga dalla guerra e dal loro Paese fiaccato dalla belligeranza. Palestinesi e siriani sopravvissuti ai marosi, sbarcati a Lampedusa e decisi a raggiungere 'creativamente' la Svezia. Ad aiutarli un regista, un giornalista e un poeta sirano-palestinese convinti che nella vita prima o poi bisogna scegliere da che parte stare. Schierati da quella del sogno, disattendono le leggi del Vecchio Continente e arrivano in meta. Non la casa base ma una nuova casa, che alleggerisca a chi ha chiesto loro soccorso, le ragioni per cui hanno rischiato la vita, spaiato i loro affetti e abbandonato tutto quello che avevano costruito. Nel viaggio verso la Svezia, terra promessa e unica 'eccezione' europea che dal settembre 2013 concede il diritto di residenza a tutti i siriani che domandano asilo, i protagonisti si raccontano, rivelandoci chi è veramente un rifugiato e ricordandoci correttamente che nessuno sceglie di esserlo. Il dilemma, la condizione in cui una decisione si impone tra due o più alternative ugualmente indesiderabili, rappresenta in sintesi lo stato del profugo. Dittature, crolli di dittature, guerra, soprusi impongono a uomini e donne risposte immediate al problema, che molto spesso non si risolve poi nel compimento della scelta. Sono decisioni i cui effetti dolenti permangono anche dopo l'espatrio, condizionando la vita futura in diaspora. Così Alaa, partito con suo figlio Manar e lasciato il minore in Palestina senza sapere se lo rivedrà mai o se riuscirà mai a condurlo lontano dal pericolo e vicino al cuore. A non avere dilemmi nel consentire l'accesso al territorio e alla procedura di asilo, dovrebbero essere invece le autorità italiane, francesi o tedesche che siano. Autorità eluse con indocile grazia dagli autori che stanno con la sposa e la scortano per tremila chilometri, tingendo il loro documentario di un tono fiabesco. Una favola di disobbedienza civile che ha abbattuto gli orchi, che confida nel prossimo e che reagisce all'Europa, alle sue forme di contenimento, controllo, detenzione e respingimento. Azione politica in immagini, Io sto con la sposa solleva e risolve con estro il dibattito sul diritto alla mobilità, il diritto delle persone a spostarsi senza impedimenti, sfuggendo guerre o dittature crudeli. A incarnare l'Odissea in costume nuziale, che muove da Milano alla volta di Stoccolma, passando per Marsiglia, Bochum e Copenaghen, due sposi e un solido e solidale contorno di comprimari, che hanno il volto di chi è 'affondato', di chi è riemerso, di chi come Manar 'rappa' la propria vita e i suoi pochi anni per dirsi al mondo e per dire al mondo che non si sente più straniero e che quello che desidera si trova finalmente in questo posto, a questo punto.

SABATO 14 FEBBRAIO - IN THE MOOD FOR BALKAN

















Sabato 14 Febbraio dalle 22.00

La notte di San Valentino entrano in gioco i ★ Barabba Gulasch ★ tra cuori di plastica, fiori cinesi sintetici e la reminiscenza di una dolce Little Italy, saranno l'incipit della vostra notte di passione.

Figli di migrazione contraria , del bastimento sbagliato... partito da Bitonto per New York e finito per errore a Trebisonda … ecco a voi i Barabba Gulasch!!
Marmaglia (ehm… fanfara) metallica di strimpellanti ambulanti pronti a commuovere con nostalgiche melodie di una Little Italy in versione turkmena e ad incalzare con levanti ritmi allo zenzero.
Un’epopea visionaria e rebetica, un festival di San Remo in salsa di paprika, uno Spaghetti Western nelle sconfinate terre del Patto di Varsavia al sapore di caffè turco e pummarola, di idrocarburo e crauti, al volante di una Trabant 601, tra Yugoplastika e Sputnik, tra San Gennaro e Santo Nicola, romanzando nuovi gol di Totò Schillaci e un’epica rivincita di Spasskij alla bruciante catastrofe scacchistica dell’estate del ’72…

A seguire ★ Gipsy-Brat Ufficial Sound System ★ un djset tutto balkanico pronto a fomentare il vostro rilascio dopaminico.

CORSO DI KARATE TORNA AL MERCOLEDI E AL VENERDI

Il corso di Karate dopo un breve tentativo di spostamento effettuato la scorsa settimana torna ad essere ogni mercoledì o ogni venerdì per permettere a tutti corsisti di poter partecipare.

VENERDI 6 FEBBRAIO : DJSET CON IMPO & IMPATTY & CHAMAKO


















Un'altra serata di musica a Soy Mendel. Musica elettronica che si mescola tra d'n'b e jungle.

Tre dj, in una sola sera.

Ingresso 2 euro

Music start at 22.30
Music finish at 3.00

Support your local squot!

DOMENICA 8 FEBBRAIO : CINEFORUM - GRAND BUDAPEST HOTEL









































Domenica 8 Febbraio alle ore 21 inizia il cineforum a Soy Mendel. Per il primo appuntamento proietteremo Gran Budapest Hotel.




DOMENICA 8 FEBBRAIO - PRANZO SOLIDALE COI PRIGIONIERI PALESTINESI

Domenica 8 Febbraio Soy Mendel in collaborazione con Fronte Palestina organizza un pranzo solidale e benefit per i prigionieri palestinesi.

Dalle 12.30 un pranzo solidale coi prigionieri palestinesi, con la lotta partigiana. Assolutamente NOEXPO, e nemmeno Israele. Vi aspettiamo.
 

MARTEDI 3 FEBBRAIO - "PORTA TU CHE PORTO ANCH'IO" PARLIAMO DI KOBANE E LA SUA LOTTA DI LIBERAZIONE

Ogni martedì Soy Mendel è "porta tu che porto anch'io" una cena di condivisione. Chi viene porta qualcosa da mangiare da dividere con gli altri. Si condivide, si mangia si sta assieme.
Dal mese di febbraio abbiamo pensato che ogni tanto ci piacerebbe invitare un ospite per parlare/raccontare/narrare storie, esperienze e/o iniziative.

Partiamo invitando Ivan Grozny, al secolo Ivan Compasso, giornalista e scrittore, per parlare di KOBANE e della resistenza Curda all'ISIS e all'oppressione Turca.

Ivan ha pubblicato un inchiesta per Repubblica: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/12/19/news/una_settimana_nell_assedio_di_kobane-103321956/?ref=twhi

Kobane simbolo di dignità e autonomia è un esempio di lotta oltre che un nodo politico nel mondo.

Partiamo da Kobane, per noi fermarci.

Porta tu che porto anch'io con ospite, anzi con tante e tanti ospiti. Dalle 19.30 mendel è aperto, si cena assieme e poi alle 21.30 iniziano storie e racconti della Kobane autonoma e resistente.